Oggi vogliamo intonare il nostro “alleluja”, in sintonia con il testo del profeta Zaccaria, che ci ha solennemente invitato ad “esultare grandemente”(Zc 9, 9-10).
L’ordinazione sacerdotale, che hai ricevuto 25 anni fa, ti ha costituito e inviato come Ministro della Parola: da proclamare e attuare nella Comunità ecclesiale e nella società in cui la Provvidenza ti ha posto.
Sei stato mandato ad annunciare il Vangelo: “tutto (senza indebiti “ritagli”) e a “tutti” (nessuno escluso). Il mondo, infatti, ha bisogno di Parola e non di “parole”, poiché i discorsi umani, se non sono eco della Verità-fatta-carne, sono vani. E per trasmettere con efficacia la Buona Novella non basta fare discorsi “su” Gesù e neppure trasmettere la dottrina “di” Gesù: occorre, invece, favorire l’incontro con Gesù: con Lui Persona, che è Parola Vivente, pieno e definitivo svelamento di Dio all’uomo e dell’uomo all’uomo. Affinché questo accada, occorre che sia Lui stesso a comunicare Sé in te. Ciò è possibile, perché la grazia del presbiterato ti ha reso “sacramento vivo” del Signore Gesù, che agendo “con” te e “attraverso” te compie opere di salvezza, divina e umana.
La Parola è compimento integrale della vocazione umana, perché consente di realizzare “tutta” la persona, in “ogni” persona. Perciò “consegnare” la Parola è il dono più grande che in questi anni hai fatto alla porzione di Popolo di Dio che ti è stata affidata: infatti la Parola spalanca le porte per diventare figli di Dio, ma anche indica le vie per essere più-umani.
Ti sei impegnato a insegnare e testimoniare il Vangelo, nella convinzione che la Parola va detta, vissuta e, proprio per questo, fatta “vedere”. La Parola, infatti, va non solo rivelata, ma anche “mostrata”, imitando – per l’analogia della fede e della grazia – la missione di Maria, nella quale, per opera dello Spirito Santo, la “Parola si è fatta carne” (cfr. Gv 1,14)
L’incontro con il Signore Gesù – Verità, Vita e Via (cfr. Gv 14,6) – richiede umiltà, poiché il Padre celeste nasconde i misteri del Regno ai sapienti e ai dotti e le rivela ai piccoli (cfr. Zc 9, 25): umiltà evangelica che riflette quella del Dio fatto-uomo (cfr. Zc 9,9), venuto non per essere servito, ma per servire (Mt 20,28).
IL TESTO INTEGRALE IN ALLEGATO
